Roberto Fico, eletto nella tornata di novembre, si è presentato alla prima seduta del Consiglio senza il tanto atteso elenco di nomi per il suo governo. Le indiscrezioni parlano di una guerra tra i partiti del campo largo e anche all’interno degli stessi, in particolare nel Partito Democratico. Fico ha provato a difendere il suo operato: “Non c’è nessun ritardo, la legge ci concede altri dieci giorni dopo il primo Consiglio e noi prenderemo tutto il tempo necessario per avere la miglior giunta possibile. Siamo agli sgoccioli, presto avrete i nomi”.
Ma che all’interno della maggioranza qualche tensione ci sia lo dimostra il fatto che durante la prima seduta i consiglieri di Casa riformista e Noi di centro (Mastella) non abbiano partecipato alla votazione per eleggere l’ufficio di presidenza (vicepresidenti, segretari e questori). C’è anche chi assicura che sulla scelta di Massimiliano Manfredi (fratello del sindaco di Napoli) come presidente dell’Assemblea, eletto con 41 preferenze, i deluchiani si siano astenuti. “C’è stato solo un intoppo per l’ufficio di Presidenza, ma non c’è alcun problema” ha tagliato corto Fico.
Sono poi arrivati i saluti quasi obbligatori per il suo predecessore Vincenzo De Luca, a cui ha riconosciuto il merito del risanamento dei conti e il raggiungimento di diversi obiettivi. Allo stesso tempo, non ha nascosto le criticità della Campania, dalle liste d’attesa alla crisi idrica, passando per l’isolamento delle aree interne.