L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha fatto il punto sul mercato azzurro e sulla condizione dopo il ritiro della squadra in conferenza stampa dal Teatro Comunale ‘Tosti‘ di Castel di Sangro.
“Siamo ancora un cantiere aperto e stiamo concludendo un periodo di lavoro molto tosto”, ha affermato il mister salentino, che ha sottolineato l’importanza dei nuovi arrivati, compreso De Bruyne al quale ha rivolto parole di stima per la sua professionalità, “senza saltare neanche un minuto di allenamento, mai una parola fuori posto ed ha sorpreso tutti”.
Il tecnico ‘campione d’Italia’ ha ribadito il concetto di rifondazione della società azzurra, evidenziando che da quando è arrivato sono stati acquistati tredici calciatori e venduti sette, tra cui top player come Osimhen e Kvara e che lo scudetto vinto non è arrivato alla fine di un ciclo. Scudetto che si proverà a difendere con onore sin dalla prima giornata di campionato, in programma sabato 23 agosto alle 18.30, con gli azzurri impegnati sul campo del Sassuolo.
Poi ha espresso anche qualche parola sui nuovi: “Beukema sarà il nuovo Rahmani così come Marianucci sarà in futuro il centrale azzurro, avendo oggi solo 21 anni. Lucca lavorerà guardando ed imparando da Lukaku, che ha fatto almeno 300 goal in carriera e che è all’apice della sua maturità, motivo per cui bisogna anche prendersi delle responsabilità per il gruppo. “Completare la rosa è una priorità e non un mio capriccio”, ricorda Antonio Conte, il quale dice che ci vuole pazienza per far ambientare anche i nuovi come Noa Lang a quelle che sono le metodologie del nostro calcio.
Questione portieri: “Meret e Milinkovic-Savic avranno modo di giocare e di dividersi l’intera annata, anche per i tanti impegni che abbiamo, non come è successo invece per Donnarumma e Chevalier al PSG: l’obiettivo non è mandare via Alex ma avere diverse garanzie in campo”.
Sul mancato arrivo di Ndoye, nome che era nella lista degli acquisti, il mister azzurro è stato molto chiaro affermando che le cifre richieste sono state troppo alte. Su Raspadori invece ha svelato che è stato lo stesso giocatore ha chiedere di andare via, libero di farlo perché non si tratterrà più nessuno contro la sua volontà.
Un’ultima battuta anche sul modulo di gioco, col 4-3-3 che è nelle corde della squadra e con gli uomini giusti per attuarlo, ma con altri schemi di gioco pronti per essere attuati viste anche le tante gare che aspetteranno gli azzurri, sempre mantenendo l’equilibrio che è alla base di tutto.
Domani ultima amichevole pre-campionato: arrivano i greci dell’Olympiakos per salutare anche i tantissimi tifosi accorsi in questi giorni in terra abruzzese.