Gli azzurri di Gattuso vincono a Chisinau nel penultimo turno del gruppo I grazie alle reti di Mancini e Pio Esposito. Il tecnico calabrese batte un record: solo altri due CT avevano centrato cinque successi consecutivi al debutto.
Per la prima volta nella storia delle qualificazioni iridate, l’Italia ha vinto sei partite di fila delle sette che ha disputato, ma in marzo dovrà giocare gli spareggi per andare ai Mondiali 2026. È uno degli effetti perversi della nuova formula eliminatoria partorita dalla FIFA, ideatrice del torneo a 48 squadre (16 i posti riservati all’Europa), in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026 negli Usa, in Messico e in Canada.
Il successo in Moldavia, all’andata sconfitta da Spalletti al passo d’addio, è stato il quinto consecutivo di Rino Gattuso che ha eguagliato il record di allenatori al debutto stabilito da Fabbri (’62-’63) e bissato da Vicini (’86-’87). Il 4-1 della Norvegia all’Estonia ha spento però l’unica probabilità su mille che la capolista mollasse la presa prima del confronto con gli azzurri in programma domenica a San Siro.
È vero, il confronto è stato sbloccato soltanto nel finale dal gran gol di testa del romanista Mancini e da Pio Esposito, bravo a sfruttare l’assist di Politano. Eppure, è altrettanto vero che, complessivamente, l’Italia 2, orfana di diversi calciatori come per esempio Kean, ha risposto alle sollecitazioni di Ringhio, dominando i moldavi il lungo e in largo e sprecando diverse occasioni.
Al termine della gara, Gattuso si è proclamato soddisfatto della prova di un’Italia tutta nuova, censurando l’indegna protesta dei presunti tifosi che hanno fatto un viaggio di duemila chilometri per dileggiare e insultare gli azzurri. Fino a prima della rete del vantaggio azzurro, si sentivano cori come “andate a lavorare”, che non sono piaciuti allo staff della Nazionale azzurra.