Il Napoli torna dalla trasferta portoghese con le ossa rotte e tanti dubbi sul futuro. Al “Do Dragao” finisce 4-1, con un secondo tempo dominato dal Porto.
I padroni di casa passano in vantaggio al 10’ con Bednarek, lasciato solo soletto in area su calcio d’angolo battuto da un incontenibile Gabri Veiga. Il Napoli sembra riprendersi e crea qualche buona occasione. Hojlund sfiora l’1-1 con un tiro deviato da Martim Fernandes e che termina fuori di un nulla. Poi lo stesso danese è protagonista nel gol del pari così come Politano: i loro tiri vengono parati da Diogo Costa, che non può nulla sulla zampata di McTominay a porta vuota. Nella ripresa, però, il Porto sale in cattedra e domina il Napoli, che man mano viene meno nelle gambe e nella testa. Gabri Veiga ci va vicino al 60’ quando colpisce la traversa con una violentissima volée dal limite. Ma lo stesso calciatore seguito in passato dal club di De Laurentiis trova il vantaggio dieci minuti dopo, servito nello spazio da Santi Gimenez. Il dieci si presenta da solo davanti a Meret e lo infila sotto le gambe. All’80’ c’è spazio anche per il terzo gol di Kiwior che salta indisturbato in area. Allo scadere la quarta rete per la squadra di Farioli con il penalty trasformato da Samu, che era stato steso da Rafa Marin, espulso.
La curva azzurra, al fischio finale, respinge la squadra che stava andando a salutare. Il clima non è dei migliori non solo nel gruppo squadra (la lite per esempio tra De Bruyne e Lucca) ma anche nel rapporto con gran parte della tifoseria. E domenica alle 12.30 al ‘Maradona’ arriva la Lazio.