Dopo due settimane, il Santo Padre torna in Campania per visitare Acerra, cuore della Terra dei Fuochi, per incontrare anche le famiglie vittime dell’inquinamento criminale.
Leone XIV è atterrato alle 8:43 in elicottero al campo sportivo ‘Arcoleo‘, accolto da monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra. Insieme a lui, il Prefetto Michele Di Bari, il Governatore della Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ed il sindaco di Acerra Tito D’Errico. Dopo aver salutato un gruppo di giovani, si è recato al Duomo della città, dove un boato di gioia ed un lungo applauso ha salutato l’arrivo del Papa. I saluti dell’amato Vescovo di questa terra, la spiegazione del marchio infamante per il territorio col termine ‘Terra dei Fuochi’, il perdono chiesto a Dio per aver martorizzato l’ambiente e aver provocato così la morte di tanti innocenti negli ultimi trent’anni, hanno visibilmente toccato Leone XIV. “Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile (per via della pandemia del 2020). Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra. Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto quest’ultima e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”, le parole del Papa. Poi il saluto alle famiglie delle vittime: una lenta e commossa fila di uomini, donne, bambini, giovani e meno giovani che tra una foto e tante lacrime, saluta Leone e lo ringrazia per la sua storica presenza.
Una papalina bianca è stata regalata a Papa Leone XIV dal vescovo di Acerra, monsignor Di Donna, durante la visita in cattedrale del Pontefice che ha portato in dono una preziosa pisside. Il Santo Padre ha indossato lo zucchetto nuovo e, dopo aver firmato quello appena tolto, lo ha lasciato alla diocesi. Insieme alla papalina, al Pontefice sono stati donati anche una statua e una lettera olografa di Sant’Alfonso Maria de Liguori. La statua, realizzata interamente a mano secondo la tradizione artistica napoletana, lo raffigura mentre compone una delle sue opere di teologia morale, mentre la lettera olografa del Santo, era custodita nel museo Alfonsiano diocesano.
Terminato l’incontro, il Sommo Pontefice si è recato con la papamobile in piazza Calipari, dove ad attenderlo c’erano circa quindicimila persone, oltre ai novanta sindaci dei comuni interessati da questo ‘male’. “Buongiorno Acerra! Sono contento di trascorre tra voi questo sabato mattina”. Poi comincia il suo discorso: “In questo territorio la vita c’è e contrasta la morte, la giustizia esiste e si affermerà. Occorre scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi. Il fatalismo, il lamento lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità. Scegliamo la giustizia, serviamo la vita. Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano. Carissimi, sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’Intero pianeta. Vorrei ringraziare quei pionieri che con il loro impegno coraggioso hanno per primo denunciato i mali di questa terra”. Infine, richiamando san Francesco di Assisi dice: “Siamo posti in una casa comune per imparare a vivere insieme, abbiamo il compito di vigilare come sentinelle nella notte possiamo essere tra quelli che osserveranno la nuova alba”.
Papa Leone, prima di lasciare la piazza per tornare in elicottero in Vaticano, ha voluto salutare le persone in carrozzina che hanno assistito alla cerimonia in prima fila, stringendo mani e abbracciando soprattutto i bambini.
Attualità